Samstag, 19. September 2026
Tristezza che non se ne va, stanchezza profonda, sensi di colpa, la sensazione di non essere all'altezza: sono segnali che possono facilmente confondersi con i grandi cambiamenti che l'arrivo di un bebè porta con sé. Eppure dietro di essi può nascondersi una depressione post-partum, che in Svizzera riguarda circa una madre su sei e che resta ancora troppo spesso non riconosciuta e non trattata.
Nell'articolo di Swissinfo, viene ribadita l'importanza di individuare attorno alla famiglia quali sono le persone e i professionisti a cui ci si può rivolgere in caso di difficoltà. Nei primi giorni dopo il parto una forte fragilità emotiva è normale e fa persino parte del processo di attaccamento al neonato: fino all'80% delle donne vive il cosiddetto "baby blues". A fare la differenza sono durata e intensità dei sintomi. Se il malessere si protrae oltre le due settimane, pesa sulla vita di tutti i giorni, sulle relazioni o sul desiderio di prendersi cura del proprio bebè, è importante chiedere aiuto. Tra i fattori di rischio figurano precedenti episodi depressivi, l'isolamento e un parto vissuto come difficile o traumatico.
L'articolo riprende anche le raccomandazioni del recente policy brief della Commissione federale per le questioni familiari (COFF): dove si raccomanda uno screening sistematico e precoce. Nella pratica, però, le visite si concentrano spesso sulla salute del bebè, sull'allattamento e sui controlli medici, e rischia di mancare la domanda più semplice rivolta al genitore: "Come sta, anche dal punto di vista emotivo?".
Accanto allo screening, un ruolo decisivo lo gioca la rete attorno alla famiglia: partner, persone care, ma anche levatrici, pediatri, medici e servizi sociali. Sapere a chi rivolgersi e avere spazi in cui poter parlare delle proprie preoccupazioni è già un fattore di protezione. Per questo la COFF chiede anche di rafforzare la presa a carico in rete e le offerte a bassa soglia.
Sono temi che stanno al centro del lavoro di Periparto: da anni promuoviamo l'uso di strumenti di screening validati come l'EPDS, sosteniamo la collaborazione tra professioniste e professionisti e offriamo ai genitori gruppi di auto-aiuto, consulenza e orientamento verso il supporto specializzato. Perché nessuno debba attraversare da solo questo momento.
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